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L'interno della dolina di Tiscali: la parete di roccia con l'apertura verso il cielo e, in primo piano, i resti di muri in pietra

Storia

Tiscali, il villaggio nuragico nella dolina: guida alla visita

Pubblicato il 26 ottobre 2026 · 10 min di lettura

Vid Pogacnik, CC BY-SA 4.0, Wikimedia Commons (https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Tiscali_archaeological_site.jpg)

Tiscali, il villaggio nuragico nascosto nel Supramonte tra Dorgali e Oliena: com'è fatto, cosa sappiamo, come si raggiunge e cosa sapere prima di andare.

Il villaggio nuragico di Tiscali è un luogo archeologico davvero insolito: un abitato costruito dentro una grande voragine, nascosto dentro un monte del Supramonte, al confine tra i territori di Dorgali e di Oliena. In questa guida spieghiamo com'è fatto, cosa sappiamo (e cosa no) della sua storia, come si arriva e come prepararti a una visita che, a differenza di molte altre, richiede un po' di gambe e molta prudenza.

In breve

  • Tiscali sorge sul Monte Tiscali (circa 500 metri), nella valle di Lanaittu, al confine tra il Supramonte di Dorgali e quello di Oliena.
  • È costruito dentro una dolina: una cavità nata dal crollo della volta di una grotta. Dall'esterno non si vede.
  • Ci si arriva solo a piedi, con un trekking impegnativo; Sardegna Turismo e Italia.it sconsigliano di improvvisare e il portale turistico di Dorgali e Cala Gonone indica la visita come consentita solo con guida autorizzata.
  • L'ingresso è a pagamento. Orari e prezzi cambiano: verifica sempre con il gestore prima di partire.

Dov'è Tiscali e a quale comune appartiene

Tiscali si trova nella Sardegna centro-orientale, in provincia di Nuoro, dentro il Monte Tiscali, alto poco più di 500 metri. Sardegna Turismo lo colloca tra il Supramonte di Oliena e quello di Dorgali; la scheda della Regione lo descrive sulla sommità del monte, nella valle di Lanaittu, in posizione dominante sulla destra del Rio Sa Oche. Il sito sorge dunque al confine tra Dorgali e Oliena: per questo trovi indicazioni di partenza da entrambi i paesi. Secondo Wikipedia in italiano, che rimanda a un articolo de La Nuova Sardegna del 2017, circa il 90% del territorio del sito è di Dorgali e il restante 10% di Oliena; le fonti regionali parlano semplicemente di confine, ed è la formula che usiamo anche noi.

Per orientarti: da una parte c'è la valle di Lanaittu, più aspra, dal lato di Oliena; dall'altra la valle di Oddoene, più dolce, dove il torrente Flumineddu ha scavato la Gola di Gorropu. Gorropu, attenzione, è un'altra cosa: secondo Sardegna Turismo la gola segna il confine tra Orgosolo e Urzulei, e da Dorgali parte uno dei tre sentieri per arrivarci. Ne parliamo nella guida alla Gola di Gorropu; per un quadro del territorio c'è la guida a Dorgali e Cala Gonone.

Un villaggio dentro una voragine

L'aspetto che colpisce di più è la posizione. Il villaggio occupa una dolina carsica, cioè una grande depressione a forma di cono tronco che si è formata quando è crollata la volta di una sala di grotta. Le abitazioni sono addossate alle pareti della cavità e non si vedono finché non si entra attraverso una grande apertura nella roccia. Oggi i detriti del crollo sono colonizzati da leccio, ginepro, frassino, olivastro, lentisco e fico.

Secondo Sardegna Turismo l'abitato è formato da due gruppi di abitazioni:

  • a nord, circa quaranta capanne circolari e ovali con muri sottili, un tempo coperte da una volta a tholos o da frasche; gli ingressi avevano architravi in ginepro e all'interno si vedono nicchie e ripostigli;
  • a sud-ovest, circa trenta case più piccole, di pianta quadrata o rettangolare.

Le due fasi costruttive si riconoscono dalle murature: la più antica, nuragica, usa muri a secco con pietre di medie e grandi dimensioni; la più recente usa pietre piccole legate con malta ed è attribuita, con cautela, a popolazioni indigene in contatto con i Romani. La scheda della Regione, invece, parla di capanne di dimensioni contenute, a pianta circolare e ovale allungata, in gran parte crollate, costruite con pietrame calcareo locale appena sbozzato. In una capanna si vede ancora un architrave ligneo all'ingresso.

Il luogo ha anche un vantaggio pratico che spiega la scelta: la dolina ripara da sole, vento e pioggia, ed è fresca d'estate e più mite d'inverno. Una grande finestra aperta nella parete permetteva di sorvegliare la valle; oggi regala un panorama. Un sentiero interno corre lungo il bordo della dolina, accanto a un salto di circa 200 metri: è un buon motivo per camminare con attenzione.

Quanti anni ha? Cosa dicono (e cosa non dicono) le fonti

Qui bisogna essere onesti: le datazioni dipendono dalla fonte.

  • Sardegna Turismo indica per la prima fase nuragica l'arco XV–VIII secolo a.C., una ristrutturazione in età romana e un'occupazione fino all'alto Medioevo.
  • La scheda della Regione (Sardegna Cultura) riporta che i materiali raccolti negli scavi del 1999 e del 2003 e nelle raccolte di superficie appartengono all'età nuragica del Bronzo medio (XVI–XIV secolo a.C.), all'età del Ferro (IX–VI secolo a.C.) e all'età romana (II–I secolo a.C.).
  • Italia.it si limita a dire che la visita riporta indietro di «oltre trentacinque secoli».

Per un lettore la sintesi è questa: un insediamento frequentato in più momenti, dall'epoca nuragica fino ad almeno la fase romana, con un'origine che resta in parte da chiarire. Non esistono (nelle fonti che abbiamo consultato) cifre precise sul numero di abitanti o sulla durata di ogni fase, e diffidiamo di chi le fornisce.

Rifugio dei ribelli o villaggio di pastori?

Per decenni Tiscali è stato raccontato come l'ultimo rifugio dei Sardi contro la conquista romana. Questa lettura nasce con i primi studiosi: secondo la scheda della Regione Ettore Pais visitò il sito nel 1910, quando era ancora in ottime condizioni di conservazione, e Antonio Taramelli nel 1927; entrambi lo interpretarono come rifugio dei Sardi durante la conquista romana. Il sito era già conosciuto e frequentato dai pastori di Dorgali e Oliena.

Sardegna Turismo ricorda anche il quadro storico di riferimento: gli Ilienses (la pagina cita Cicerone: «sbucavano da sottoterra come formiche») avrebbero resistito con imboscate e razzie di armi e viveri ai danni delle mansiones romane. La stessa pagina riporta una leggenda: pochi arcieri all'imbocco stretto avrebbero potuto fermare una legione. È, appunto, una leggenda.

Studi più recenti propongono però un'altra interpretazione. Secondo la scheda della Regione, i dati indicano un insediamento civile, con abitazioni, magazzini e recinti per gli animali, legato all'uso agro-pastorale della valle di Lanaittu e degli altipiani vicini; la dolina sarebbe stata scelta per il riparo naturale dal maltempo e dal caldo estivo. Sardegna Turismo aggiunge che la tecnica costruttiva indica un uso provvisorio e discontinuo del sito e la sua posizione un rifugio per lunghi periodi. Le due letture non si escludono: un villaggio di pastori può diventare, in tempi difficili, un nascondiglio.

C'è un'ultima nota amara: la scheda della Regione segnala che decenni di incuria e saccheggi hanno danneggiato in modo significativo il sito. Per questo non si tocca e non si porta via niente.

Come si arriva: i due sentieri

Tiscali è raggiungibile solo a piedi. Italia.it lo definisce un trekking «impegnativo» e consiglia di non improvvisare; Sardegna Turismo descrive due salite principali.

Dal lato di Dorgali. Si cammina dal ponte di Sa Barva lungo il Flumineddu fino alla ripida scala di Surtana, che porta alla sommità.

Dal lato di Oliena. Si parte dalla sorgente di Su Gologone e si arriva in auto fino alla valle di Lanaittu; da lì si sale per un sentiero ripido e irregolare, un antico sentiero di carbonai, per circa un'ora e mezza, in un tratto su una cengia da percorrere in fila indiana. Anche la sorgente di Su Gologone, ricordiamolo, è a Oliena, non a Dorgali.

In cima, una fessura nella roccia è l'unico ingresso alla dolina: il villaggio appare all'improvviso.

Da sapere: la scheda di Sardegna Turismo indica anche la strada in auto fino alla valle di Lanaittu partendo da Dorgali (SS 125, poi SP 38, SP 46 e le indicazioni per Su Gologone/Lanaittu). Controlla il percorso sul navigatore e sulle indicazioni locali.

Visita guidata, biglietti e orari

Le fonti non dicono esattamente la stessa cosa, quindi ti diciamo chi scrive cosa. Sardegna Turismo indica che l'ingresso è a pagamento e, come Italia.it, consiglia di affidarsi a guide esperte. Il portale turistico di Dorgali e Cala Gonone è più netto: scrive che l'accesso avviene esclusivamente a piedi, che la visita è regolamentata e consentita solo con guida autorizzata e che i biglietti si comprano all'interno del sito, in contanti, perché in zona non c'è segnale internet. La pagina non mostra una data (dai dati pubblici del sito risulta modificata l'ultima volta il 13 aprile 2026): verifica sempre con l'ufficio turistico o con il gestore prima di partire e, nel dubbio, organizza la visita con una guida.

La Cooperativa Ghivine scrive sul proprio sito di effettuare visite guidate nell'area archeologica dal dicembre 1995, tutti i giorni dell'anno e con una guida sempre presente, e di occuparsi anche della custodia del sito; pubblica anche orari e tariffe. Sono informazioni che possono cambiare (la pagina non riporta una data e, dai dati del server, risulta modificata l'ultima volta nel maggio 2021), quindi non le riportiamo qui: controlla direttamente sul sito del gestore o su quello di Italia.it.

Se preferisci un'escursione organizzata con guida, tra gli operatori del territorio che citano Tiscali sui propri siti ci sono la Cooperativa Ghivine e Orientale Sarda Escursioni: chiedi sempre cosa è compreso (guida, biglietto, eventuale trasporto) e il livello di difficoltà.

Sicurezza e preparazione

È una camminata in ambiente di montagna, non una passeggiata. Prima di partire:

  • Abbigliamento adeguato e scarpe da trekking con buona suola: Sardegna Turismo raccomanda l'abbigliamento adeguato e descrive il sentiero come ripido e sconnesso.
  • Acqua in abbondanza (Sardegna Turismo invita a portare scorte d'acqua) e un po' di cibo.
  • Evita le ore calde in estate: è una salita di montagna e il caldo la rende più faticosa. Autunno, inverno mite e primavera sono più comodi; le giornate corte però impongono di partire presto per rientrare con la luce.
  • Controlla il meteo: con pioggia o fango un sentiero ripido e sconnesso, come lo descrive Sardegna Turismo, può diventare più scivoloso.
  • Non avventurarti vicino ai bordi della dolina: il sentiero interno costeggia un salto di circa 200 metri.
  • Avvisa qualcuno del tuo itinerario; il numero unico di emergenza è il 112. In montagna il segnale del telefono può mancare.
  • Non toccare e non portare via niente: il sito ha già subito saccheggi.

Se non hai esperienza di sentieri lunghi o non ti senti sicuro, rinuncia o scegli una guida: nessuna foto vale il rischio.

Cosa abbinare a Tiscali nei dintorni

Se hai due giorni, Tiscali si combina bene con altri luoghi del Supramonte. Sardegna Turismo segnala nei pressi la sorgente di Su Gologone, la Gola di Gorropu, il villaggio nuragico di Sa Sedda 'e sos Carros nella valle di Lanaittu e Serra Orrios, appena fuori dalla valle. A Dorgali, il Civico Museo Archeologico raccoglie i reperti del territorio (secondo il portale turistico, anche frammenti di anfore rinvenute a Tiscali) ed è un buon modo per capire il contesto prima di camminare; Serra Orrios è un villaggio-santuario che lo stesso portale indica come visitabile con guida: un'alternativa per chi preferisce non affrontare il trekking di Tiscali.

Per informazioni sul territorio e sugli eventi puoi consultare anche il sito del Comune di Dorgali.

Una curiosità: secondo Wikipedia, la compagnia telefonica Tiscali ha preso il nome dal sito archeologico.

Quando andare

Le fonti consultate non indicano una stagione consigliata; il buon senso sì. Primavera e autunno sono i più equilibrati: temperature più miti e luce ancora lunga a sufficienza. In estate il caldo rende la salita faticosa e conviene partire presto. In inverno il rischio non è il caldo ma le giornate corte, il fango e il meteo variabile.

Dopo una giornata di polvere e sentiero, a Cala Gonone ti aspetta il mare: se vuoi un posto all'ombra a Palmasera, guarda il noleggio di lettini e ombrelloni o i prezzi.

Domande frequenti

Tiscali è a Dorgali o a Oliena?

Le fonti parlano di confine: il villaggio sorge sul Monte Tiscali, tra il Supramonte di Dorgali e quello di Oliena, nella valle di Lanaittu. Secondo Wikipedia in italiano circa il 90% del territorio del sito è di Dorgali e il resto di Oliena. Si può raggiungere da entrambi i lati.

Si può visitare Tiscali da soli?

Sardegna Turismo e Italia.it sconsigliano di improvvisare e raccomandano guide esperte, e il portale turistico di Dorgali e Cala Gonone scrive che la visita è regolamentata e consentita solo con guida autorizzata. L'ingresso è a pagamento: per regole, orari e prezzi aggiornati rivolgiti al gestore o all'ufficio turistico.

Quanto è difficile la camminata per Tiscali?

È un trekking impegnativo. Dal lato di Oliena Sardegna Turismo indica circa 1,5 ore di salita dai piedi del monte, su un sentiero ripido e irregolare, in parte su una cengia da percorrere in fila indiana; dal lato di Dorgali si sale lungo il Flumineddu e poi per la ripida scala di Surtana.

Quanti anni ha il villaggio di Tiscali?

Secondo Sardegna Turismo la prima fase nuragica va dal XV all'VIII secolo a.C., seguita da una ristrutturazione in età romana e da un'occupazione fino all'alto Medioevo. La scheda della Regione sui materiali recuperati indica invece età del Bronzo medio, età del Ferro ed età romana: le datazioni dipendono dalla fonte.

Cosa c'entra la compagnia telefonica Tiscali?

Secondo Wikipedia, l'azienda ha preso il nome dal sito archeologico. Per il resto non c'è alcuna relazione con la visita.

Dal territorio: realtà citate in questo articolo

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  • Escursioni e guide · Cala Gonone

    Cooperativa Ghivine

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  • Escursioni e guide · Dorgali

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